Dal 4 al 7 giugno 2026, San Vigilio di Marebbe diventerà punto d’incontro per musiciste e musicisti, famiglie, accompagnatori e amici della fisarmonica diatonica stiriana provenienti da tutto l’arco alpino.
Dopo 19 anni, il Campionato mondiale torna in Alto Adige e si svolge per la prima volta in Ladinia. Per la nostra comunità è un grande onore, ma anche una responsabilità. Un evento di questo tipo, infatti, è molto più di una competizione: è un incontro tra persone, generazioni, lingue e culture.
Al centro ci sono la gioia della musica, il rispetto per la tradizione e l’entusiasmo di chi suona questo strumento con abilità e passione.
In Ladinia, in particolare, la fisarmonica diatonica stiriana è profondamente radicata. Molti giovani portano avanti questa cultura musicale con grande dedizione, dimostrando che la tradizione resta viva quando viene condivisa e sostenuta dalle nuove generazioni.
Desideriamo dare il più caloroso benvenuto a tutti i partecipanti e agli ospiti, augurando loro giornate ricche di musica, incontri, riconoscenza e autentica ospitalità.
Qui trovate punti d'interesse utili per orientarvi meglio durante i giorni dell'evento.
Dalle attività più rilassanti alle più adrenaliniche, la nostra destinazione offre un ricco ventaglio di proposte per rendere il vostro soggiorno ancora più piacevole. Con l’acquisto di ogni ticket per una delle giornate dei Mondiali, avrete diritto ad ottenere un voucher dello Spring Special, la nostra offerta di attività per la primavera. Il voucher vi permetterà di partecipare in modo completamente gratuito o con un forte sconto a escursioni ed esperienze guidate, ottenere accesso a musei, Zipline, Parco Gufi e molto altro ancora. Scoprite la lista completa di proposte sul nostro sito.
San Vigilio Dolomites è un territorio in cui natura, cultura e comunità sono strettamente legate. I paesi si trovano nel cuore della Ladinia, uno degli spazi culturali più antichi delle Alpi. Qui lingua, usanze, musica e senso di appartenenza non sono soltanto parte della storia, ma continuano ancora oggi a caratterizzare la vita quotidiana delle persone.
La destinazione rappresenta una forma di ospitalità fondata sull’attenzione, sul rispetto e sull’incontro autentico. Chi arriva qui non entra in una località turistica qualunque, ma in una comunità cresciuta nel tempo, con una propria identità, associazioni forti, famiglie attive, imprese impegnate e un profondo legame con il proprio territorio.
Un valore particolarmente importante è l’equilibrio tra uomo e natura. Ampie parti del territorio sono protette e appartengono a un paesaggio che deve essere trattato con cura. Questa responsabilità caratterizza anche il modo in cui la destinazione interpreta il proprio sviluppo: non a scapito del luogo, ma in armonia con la popolazione, la cultura e la natura.
Proprio per questo San Vigilio Dolomites non considera l’ospitalità soltanto come un compito turistico. Ospitare significa accogliere le persone senza perdere la propria identità. Significa rendere possibili incontri, dare visibilità alle tradizioni e, allo stesso tempo, custodire con attenzione ciò che rende speciale questo luogo.
In questo contesto anche il Campionato mondiale di fisarmonica diatonica stiriana trova la sua cornice ideale: non come semplice manifestazione, ma come momento in cui musica, comunità e i valori di una destinazione speciale diventano tangibili.
Custodi di una storia e di una cultura antica di oltre duemila anni, i ladini hanno accompagnato l’evoluzione politica, geografica e culturale delle Dolomiti. Le valli ladine, punto d’incontro tra area tedesca, Italia e culture mediterranee, hanno sviluppato una forte identità propria. La lingua ladina appartiene al gruppo retoromanzo, insieme al romancio svizzero e al friulano, ed è parlata in diverse valli tra Alto Adige, Trentino e Veneto, tra cui Val Badia e Val Gardena. Nonostante i cambiamenti politici e amministrativi, la cultura ladina ha mantenuto continuità, anche grazie alla conformazione valliva, che ha favorito la conservazione linguistica e le varianti locali. Oggi il ladino è tutelato e utilizzato, accanto a italiano e tedesco, nell’amministrazione, nella scuola e nella vita quotidiana.
La gastronomia è parte integrante dell’identità ladina. È una cucina di origine contadina, legata agli ingredienti d’alpeggio, alle tecniche di conservazione e alla stagionalità. Semplice e sostanziosa, si basava sui prodotti dell’allevamento e su ciò che la terra offriva: farina, patate, uova e latticini, alimenti essenziali per sostenere il lavoro nei campi.
Lo stretto rapporto che la popolazione locale ha dovuto instaurare con la natura circostante ha influenzato fortemente la struttura stessa dei pittoreschi paesi, sparsi tra vallate e versanti al sole. L’elemento base dell’abitare ladino è rappresentato dalla “Vila” questo è un nucleo rurale composto da più masi ravvicinati: una forma di insediamento che favoriva collaborazione e gestione condivisa di risorse. gni Vila aveva i propri campi e almeno un forno e una fontana condivisi, attorno cui si disponevano le case. Si trattava di micro comunità autosufficienti, dove la vita contadina trovava il suo centro.
Un altro elemento fondamentale della cultura ladina, condiviso tra tutte le vallate, è quello di una forte tradizione di condivisione, principalmente per racconti, di leggende.
Il Rëgn de Fanes è il ciclo più emblematico, perché ha la forma di un’epopea, con origini, eroi, prove, tradimenti e una promessa finale di ritorno. Per secoli la saga è stata tramandata oralmente. Gli anziani la raccontavano ai bambini, aggiungendo e modificando elementi in un'opera di continua costruzione. A renderla “leggibile” per il pubblico moderno è stato Karl Felix Wolff, giornalista e studioso che tra fine Ottocento e Novecento raccolse e rielaborò molte tradizioni dolomitiche, contribuendo a fissare in forma scritta il cuore narrativo di questa straordinaria testimonianza di creatività.
Il Parco naturale Fanes-Senes-Braies presenta un paesaggio dolomitico tipico, con ampie aree di grande interesse scientifico per la complessità geomorfologica. Un elemento chiave sono gli altipiani di Fanes e Senes, dove il carsismo è molto evidente.
Questo è il fenomeno per cui l'acqua scava canali, fenditure e grotte nella roccia calcarea di cui è composto gran parte dell'altipiano. In questo terreno, quasi simile a un groviera, i corsi d'acqua che scendono dalle montagne possono sparire sottoterra per riemergere più a valle solo dopo molti chilometri. Questo ambiente è molto raro e determina una biodiversità unica. Tantissime specie di animali e piante si sono adattati a questo particolare ambiente. Stambecchi, marmotte, salamandre e stelle alpine sono solo alcuni degli abitanti del Parco, che se camminerete con attenzione e rispetto potrete avere la fortuna di incontrare.
Il Parco naturale Puez-Odle si trova tra Passo delle Erbe a nord e Passo Gardena a sud. A est si estende fino alla Val Badia includendo Longiarù e Antermoia, mentre a ovest raggiunge le valli di Funes e Gardena. Dal punto di vista del paesaggio, combina grandi altipiani (come Puez e Gardenaccia) con gruppi rocciosi molto riconoscibili e cime simbolo come il Putia. Proprio lungo le pendici del Putia, l'aspetto geologico delle Dolomiti è perfettamente evidente. Prestando attenzione potrete riconoscere precisi strati rocciosi, con colorazioni differenti, che indicano differenti periodi della storia di queste montagne. Non per nulla il Parco è chiamato "Il Libro Geologico della Terra".